Sei un dirigente d’azienda che cerca un supporto legale affidabile e competente per tutelare i tuoi interessi professionali? Hai trovato il professionista giusto. 
Come avvocato del lavoro specializzato nella consulenza per dirigenti d’azienda, sono qui per offrirti la mia esperienza e competenza nella gestione di questioni legali complesse. Che tu sia un CEO, un manager o un alto dirigente, il mio obiettivo è proteggere i tuoi diritti e interessi nell’ambito del Diritto del Lavoro. Ho un’esperienza ventennale nella risoluzione di casi anche molto complessi, in cui ho portato i miei assistiti a ottimi risultati per la loro vita lavorativa e non solo. Mi occupo di tutela dei dirigenti d’azienda sia nella fase di instaurazione del rapporto di lavoro dirigenziale sia nel caso di controversie con i datori di lavoro.
Leggi alcuni dei miei molti casi di successo. Ho aiutato Dirigenti e Quadri a risolvere le loro controversie di lavoro, e le sentenze dei Tribunali del Lavoro ne sono la prova.
Il Dott. Guerra è stato il primo managerialo assunto nel 1989 da una piccola società di impiantistica romana.
Tra le condizioni economiche ottenute dal Dott. Guerra vi era il riconoscimento di una percentuale sul fatturato, che poi è stata trasformata nella promessa ad un piano azionario.
Nei successivi anni del rapporto di lavoro la Società, che nel frattempo è diventata – anche per merito del Dott. Guerra un colosso da oltre 4,5 miliardi di Euro di capitalizzazione in Borsa Italiana – non ha mantenuto gli impegni assunti.
E per tali ragioni il Dott. Guerra ha intrapreso una causa avanti il Giudice del Lavoro di Roma per il valore complessivo (tra differenze retributive e stock non corrisposte) del valore di oltre 34.000.000 di Euro.
Il Dott. Braschi ha lavorato per una società statunitense del settore calzaturiero per oltre 25 anni da un ultimo con il ruolo di Head of Merchandising Europa.
Subito dopo la acquisizione del Gruppo da parte di un fondo, il nuovo management italiano ha contestato disciplinarmente al Dott. Braschi le scarse performance lavorative.
Il Dott. Braschi che – per tempo si era rivolto al nostro Studio – aveva raccolto le evidenze documentali e contabili che ci hanno consentito di replicare in maniera perentoria a quanto contestato (addirittura disciplinarmente) dalla Società.
A fronte di quanto scritto, la Società per il tramite del proprio legale si è resa disponibile alla apertura di una trattativa di incentivazione, che è stata conclusa con il pagamento di due annualità (Euro 600.000).
La Dott.ssa Bianchi ha lavorato per una società statunitense del settore della GDO per oltre 20 anni con il ruolo di Sales Director.
A seguito di un cambio di management apicale, la datrice di lavoro ha segnalato alla Dott.ssa Bianchi l’esigenza di riorganizzare i ruoli e quindi i livelli di riporto internamente al team vendite.
Per il tramite del nostro Studio, la Dott.ssa Bianchi ha formalizzato l’intenzione di non accettare lo step back gerarchico proposto dalla Società, che così si è resa disponibile per una incentivazione all’esodo.
La trattiva si è conclusa con il riconoscimento di 2 annualità, pari ad Euro 550.000 oltre il mantenimento del piano di stock options maturato.
Il Dott. Rossi per oltre 10 anni ha ricoperto il ruolo manageriale di Responsabile della Salute e Sicurezza di una società multinazionale del settore Vending Machine.
Nello svolgimento delle sue funzioni, il Dott. Rossi ha partecipato con cadenza settimanale ai comitati sicurezza ed anche ai consigli di amministrazione della società.
Sempre con cadenza settimanale, il Dott. Rossi aggiornava il top management della società, CEO e Direttore Finanziario, segnalando puntualmente criticità e non compliance degli stabilimenti distribuiti sul territorio nazionale.
In un’ottica di contenimento dei costi aziendali, CEO e Direttore Finanziario hanno chiesto al Dott. Rossi di evitare la segnalazione delle problematiche di salute e sicurezza che avrebbero causato un incremento dei costi.
A fronte del rifiuto opposto dal Dott. Rossi, la Società ha contestato al medesimo l’omessa segnalazione di alcune problematiche. Dopodichè, il Dott. Rossi è stato licenziato per giusta causa.
Nella causa incardinata avanti il Giudice del Lavoro del Tribunale di Milano, il Dott. Rossi – con il supporto del mio Studio – ha dimostrato al Giudice la puntuale segnalazione di tutte le criticità e quindi la infondatezza di quanto contestato.
Ciò ha consentito di dimostrare in corso di causa che l’iniziativa espulsiva aziendale è stata ritorsiva. Il che ha reso possibile la condanna della società a reintegrare il Dott. Rossi.
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Marco ha lavorato per circa 6 anni per una azienda statunitense di abbigliamento, ricoprendo il ruolo di responsabile commerciale Italia ed Europa, con la qualifica di quadro del CCNL Terziario.
Nel dicembre 2019, l’amministratore delegato della società comunica a Marco l’intenzione di recedere dal rapporto di lavoro per esigenze di riduzione dei costi.
Sin da subito Marco si rende disponibile a trattare con l’azienda una sua incentivazione all’esodo. E la società comunica inizialmente al medesimo un’offerta pari a 6 mensilità.
Trattandosi di azienda con meno di 16 dipendenti, Marco accetta l’offerta verbale fattagli dall’amministratore delegato a fine dicembre 2019.
Tuttavia, nei primi giorni di gennaio 2020, la società ritorna sui propri passi, comunicando a Marco la disponibilità ad offrire soltanto 3 mensilità.
Marco a quel punto dichiara di non essere interessato e di voler così proseguire il proprio rapporto di lavoro.
Per tutta risposta, la Società il giorno stesso apre un procedimento disciplinare nei confronti di Marco, che si conclude poi con il licenziamento per giusta causa del medesimo.
Marco con il mio supporto impugna giudizialmente il licenziamento in tronco e adduce quale prova della natura ritorsiva della iniziativa aziendale la mail (in formato di posta elettronica certificata) con la quale il medesimo formalizzava il proprio rifiuto della offerta aziendale pochi istanti prima dell’avvio della procedura disciplinare che poi ha portato al suo licenziamento in tronco.
La infondatezza della contestazione disciplinare, unitamente alla anteriorità della pec di (legittimo) rifiuto della offerta di 3 mensilità hanno convinto in giudice del lavoro di Milano del ritorsività del licenziamento.
In tal modo, nonostante il regime di tutela obbligatoria del rapporto di lavoro di Marco, il Tribunale di Milano ha disposto la reintegrazione ex art. 18 Stat. Lav. nonché al pagamento di una indennità risarcitoria pari ad Euro 7.529,66 per ogni mese non lavorato.
Complessivamente, Marco – stante l’esercizio di opzione di rinuncia alla reintegrazione – ha ottenuto una indennità lorda pari ad Euro 143.063,54.
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Il dott. Foglia è stato per 4 anni membro del consiglio di amministrazione di una multinazionale del settore della gomma e della plastica. In relazione al ruolo di amministratore, la società riconosceva al medesimo un compenso pari ad Euro 80.000 annui.
Tale importo è stato versato per i primi 2 anni. Dopodiché, la Società ha cessato il pagamento, sostenendo che il dott. Foglia avrebbe rinunciato a detto compenso nel corso di un consiglio di amministrazione registrato successivamente da un notaio.
Sennonché, per effetto di una scrupolosa disamina dei carteggi mail del dott. Foglia con l’amministratore delegato della società siamo riusciti a raccogliere le evidenze documentali con le quali si è potuto dimostrare la certezza del credito del dott. Foglia.
Ciò ci ha consentito di far ottenere al dott. Foglia dapprima la ingiunzione per il pagamento di un importo pari ad Euro 163.734,80, che è poi stata confermata anche nella successiva fase di merito dal Tribunale delle imprese di Milano.
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Il dott. Sarti per circa 20 anni è stato dirigente di una importante tech company quotata in borsa, ricoprendo da ultimo il ruolo di Direttore Commerciale.
A seguito di una operazione di M&A che ha determinato il cambio del board e dell’amministratore delegato, il dott. Sarti ha iniziato a subire un progressivo esautoramento e poi demansionamento.
Infine, dopo circa un anno e mezzo, al dott. Sarti sono state contestate delle ipotetiche condotte sleali e poi anche un improprio scambio di mail intercorso con la direzione HR.
Sulla base di tali argomenti, la società licenziava per giusta causa il dott. Sarti, precludendogli sin da subito l’accesso in azienda e ponendolo così in una situazione difficoltosa e di estrema precarietà economica.
Sennonché, nel corso dei 12 mesi precedenti il licenziamento, il dott. Sarti – con il mio supporto professionale – ha raccolto per tempo le evidenze documentali inerenti il suo apporto di lavoro.
Inoltre, sempre su mio consiglio, il dott. Sarti ha anche dato luogo allo scambio di mail con il nuovo management, pre-costituendo delle prove della pretestuosità di alcune condotte aziendali.
Questi elementi documentali sono stati utilizzati nel giudizio di impugnazione del licenziamento ed hanno convinto il Giudice del Lavoro di Milano ad accogliere la domanda del dott. Sarti, senza escussione testimoniale e sulla base delle sole allegazioni prodotte in giudizio. La condanna a carico della società è stati pari ad Euro 209.649,07 a titolo di indennità sostitutiva del preavviso (12 mesi) ed ulteriori Euro 209.649,07 a titolo di indennità supplementare. Il dott. Sarti è stato indennizzato per un ammontare pari a complessivi Euro 419.298,14.
Ciò ha consentito ad Alessandro di rimediare l’improvvisa perdita del posto di lavoro e di finanziare al tempo stesso una nuova iniziativa imprenditoriale nel settore delle energie rinnovabili.
Il sig. Botticelli, responsabile per le attività intermodali di una azienda di trasporti, ha prestato per anni la propria attività in regime di straordinario.
Addirittura, gli orari del medesimo superavano abbondantemente le 12 ore di impegno giornaliero.
Il nostro Studio ha assistito il sig. Botticelli nella causa instaurata avanti il Tribunale del Lavoro di Milano, ove è stato accertato all’esito della istruttoria per testimoni un orario settimanale di 70 ore di media.
E all’esito della consulenza tecnica, è stato accertato un credito di lavoro pari ad Euro 147.373,81, dovuti per lavoro straordinario. Un risultato straordinario!
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Purtroppo, anche i dirigenti d’azienda possono trovarsi coinvolti in controversie o dispute sul posto di lavoro. Che si tratti della gestione di una tematica contrattuale oppure di un contenzioso giuslavoristico, sono qui per offrirti una consulenza legale solida ed esperta in diritto del lavoro per risolvere tali situazioni in modo efficace. Mi impegno a proteggere la tua reputazione professionale e a trovare la migliore soluzione possibile, sia attraverso la mediazione, la negoziazione o, se necessario, attraverso azioni legali appropriate.
Dal momento dell’instaurazione di un nuovo rapporto di lavoro fino alla gestione delle clausole contrattuali e all’assistenza nelle trattative, sarò al tuo fianco per garantire che i tuoi interessi e i tuoi diritti siano tutelati. Uno degli aspetti chiave del mio ruolo come avvocato del lavoro per dirigenti è l’assistenza nella negoziazione e nell’aggiornamento delle clausole contrattuali. Mi assicurerò che il tuo contratto di lavoro contenga tutte le clausole necessarie per proteggere i tuoi interessi e garantire condizioni e benefici equi. Inoltre, sarò a tua disposizione per fornirti consulenza sulla legislazione del lavoro, in modo tale che tu sia sempre informato su eventuali cambiamenti normativi che potrebbero influire sul rapporto con la tua azienda.
Sono disponibile a offrire a dirigenti e manager un’assistenza chiara, trasparente e personalizzata nella risoluzione di controversie che potrebbero sorgere nel corso del rapporto di lavoro. In particolare, posso supportarti nella gestione di controversie contro l’azienda a seguito di un licenziamento ingiustificato o di una violazione dei tuoi diritti come dirigente. La mia esperienza nel campo del diritto del lavoro mi consente di valutare attentamente ogni situazione e di formulare una strategia legale solida per la tua difesa. Mi sono confrontato infatti con diversi settori lavorativi nella mia carriera e sono sempre pronto ad aggiornare le mie conoscenze per seguirti al meglio. La mia priorità è tutelare i tuoi interessi e garantire che i tuoi diritti vengano rispettati nel corso delle controversie legali.
PER MANAGER, DIRIGENTI E QUADRI, LA TEMPESTIVITA’ DI INTERVENTO DI UN AVVOCATO DEL LAVORO E’ IL FATTORE DI MAGGIOR SUCCESSO . . .
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Un dirigente d’azienda, un manager o un quadro possono aver bisogno di un supporto legale nelle situazioni più delicate della vita professionale. Questi possono includere dispute sul posto di lavoro, gestione di questioni contrattuali, o contenziosi con i datori di lavoro. Rivolgersi ad un avvocato del lavoro esperto nella tutela del dirigente è cruciale per proteggere i propri diritti e interessi. Il sostegno di un professionista del diritto del lavoro garantisce un’assistenza competente e personalizzata nell’affrontare le sfide legali.
La consulenza preventiva di un giuslavorista è fondamentale nel rapporto manageriale. Essa serve a garantire che i contratti di lavoro contengano tutte le clausole necessarie per proteggere i diritti e gli interessi del dirigente. Inoltre, un avvocato del lavoro aggiorna costantemente il dirigente su eventuali cambiamenti normativi che potrebbero influire sul rapporto con la propria azienda. La consulenza per dirigenti è infatti un’assistenza chiara, trasparente e personalizzata per guidare il manager nel labirinto normativo del diritto del lavoro.
Bureau of Labor Statistics – 2021
Global workforce of the Future – 2022
Global Talents – 2022
MAI COME ORA, PER QUADRI E DIRIGENTI, IL SUPPORTO PRE-CONTRATTUALE DI UN ESPERTO GIUSLAVORISTA PUO’ DARE UNA SVOLTA ALLA CARRIERA
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Nel 90% dei casi la scelta aziendale di ricorrere al licenziamento di una figura manageriale viene presa MESI prima
Riduzione di incarichi, perdita di contatti con il team, obiettivi meno sfidanti possono essere SINTOMI che possono preludere al LICENZIAMENTO di un dirigente
Se sei un manager, un dirigente o un quadro, è necessario essere REATTIVI per porre SUBITO rimedio a queste criticità con il supporto di un GIUSLAVORISTA
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Un avvocato del lavoro offre una consulenza mirata e dedicata ai dirigenti d’azienda, ai manager e ai quadri, mettendo a disposizione il suo know-how in diritto del lavoro per affrontare e risolvere le questioni legali che possono sorgere nel contesto lavorativo. A questi professionisti fornisce un supporto legale nel caso di instaurazione di un rapporto di lavoro, nella gestione delle clausole contrattuali, nel caso di controversie con i datori di lavoro e nella protezione della reputazione professionale. La consulenza per dirigenti include anche l’assistenza nella negoziazione di accordi di buonuscita, un ambito delicato che necessita di competenze tecniche e legali specifiche.
L’avvocato del lavoro che offre consulenza per dirigenti è dunque un professionista in grado di affiancare il manager o il quadro in ogni fase del rapporto di lavoro, dalla sua instaurazione alla sua risoluzione, fornendo il necessario supporto legale per tutelare al meglio i diritti del dirigente. È un punto di riferimento per la gestione delle controversie giuslavoristiche, per l’interpretazione e l’applicazione delle normative vigenti e per la negoziazione di accordi vantaggiosi nei casi di incentivazione all’esodo.
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